Il prossimo 04 Dicembre il Popolo sarà chiamato ad esprimersi sulla proposta di modifica all’art. V della Costituzione della Repubblica Italiana rispetto alle modifiche che sono faticosamente approdate a questo punto dopo il lavoro parlamentare successivo al drammatico appello del Presidente Napolitano in occasione della sua rielezione del 20 Aprile 2013 ed a monte di decenni di inconcludenza del centrosinistra e di tutto l’arco costiutuzionale, vero motivo della generale dissaffezione verso la “politica” e la cosa pubblica in genere nel nostro paese.

Io vorrei ricordare le ragioni di questo referendum, visto che il corpo elettorale si troverà di fronte alla scelta tra l’approvazione ed il rifiuto di alcune questioni che _ pur lontane dalla quotidinità della maggior parte di noi_ avranno forti effetti sulla nosta rappresentanza democratica e sulla qualità dell’attività legislativa nel paese.

A nostro avviso, le questioni _al netto dei legittimi dubbi di tanti elettori che cercheremo di convincere durante questa campagna_ restano fondamentalmente quattro e cioè:

− superamento del bicameralismo paritario, come auspicato ed in realtà TENTATO fin dal 1983 (Commissione Bozzi – prima Bicamerale) e successivamente nel 1992 (Commissione De Mita-Iotti – seconda Bicamerale), nel 1997 (Commissione D’Alema – terza bicamerale), attribuendo la funzione legislativa e della fiducia alla sola Camera dei Deputati;

− abolizione del CNEL – Comitato Nazionale Economia e Lavoro (art. 99 della Costituzione) in quanto trattasi di organo consultivo del governo e delle camere che non ha mai svolto un ruolo reale nella legiferazione ma che fu legittimamente previsto dai padri costituenti;

− riforma delle competenze Stato-Regioni, in quanto una riforma importante dell’art. V della Costituzione fu svolta già nel 2001 in cui furono passate alle regioni importanti competenze legislative in nome di una necessità di decentramento dei poteri; con la riforma attuale si prevede di riassegnare competenze “strategiche” (energia e turismo, per esempio) allo Stato nella evidente necessità di ridurre il contenzioso stato-regioni;

− realizzazione di una camera delle autonomie in luogo dell’attuale Senato che ha le medesime competenze della camera e ne risulta un puro doppione, con tutto ciò che questo comporta nell’attività parlamentare.

Tutto ciò premesso, il Partito Democratico di Montelupo Fiorentino, insieme ad i simpatizzanti ed i promotori dei comitati del “SI” si trovano a svolgere la loro parte in una grande battaglia ideale per sostenere ciò che _in occasione dell’appello dell’ex Presidente Giorgio Napolitano_ TUTTO o quasi il parlamento sostenne e cioè la ineludibile necessità di attuare quelle riforme al “sistema” Italia da tante parti evocato ma mai realizzato.

Questa attività viene svolta con sacrificio e passione al netto di divergenze (legittime!) pure al nostro interno ma nella convinzione che questo serva al nostro paese, qui a Montelupo per l’appunto anche grazie alla generosità di un nostro simpatizzante che desidera rimanere anonimo e che ci ha ceduto GRATUITAMENTE per il periodo della campagna referendaria, il fondo sito nel centro del paese in cui lo scorso sabato 12 novembre ha presenziato Piero Fassino per l’inaugurazione: ebbene, sui social apprendiamo di buontemponi addirittura rappresentanti di importanti consensi in Consiglio Comunale a Montelupo Fiorentino che _evidentemente a corto di argomenti_ suggeriscono facile ironia con vicende che niente hanno a che fare con la dialettica democratica referendartia e che ADDIRITTURA attribuiscono al Partito Democratico di Montelupo Fiorentino _forza politica maggioritaria nelle scorse elezioni amministrative ed erede delle passate amministrazioni del nostro paese_ la patente di mancanza di onestà o altro che non interessa approfondire, semplicemente per la vicinanza fisica del nostro comitato con l’Agenzia di Banca Etruria in paese.

Il Partito Democratico di Montelupo Fiorentino condanna questo metodo di fare comunicazione politica che privilegia la visibilità mediatica di cialtroni in cerca di facile consenso a discapito di una reale e corretta discussione su temi così importanti e lascia a questi soggetti il livello di discussione che gli compete.

Il Segretario del PD di Montelupo Fiorentino
Andrea Marretti

Lascia una risposta